La tecnologia digitale ha profondamente cambiato il mondo nel giro di pochissimi anni.

La rete ha assunto un ruolo di primaria importanza e ha modificato la stragrande maggioranza dei processi lavorativi. Nel Fashion, la trasformazione che ha messo in moto è stata esponenziale.

 

LA MODA DALL’ANALOGICO AL DIGITALE

Vent’anni fa, per costruire una collezione si facevano viaggi in da un capo all’altro del mondo, dei veri e propri percorsi professionali e personali per trovare ispirazione, nuove tendenze e mode.

I moodboard realizzati con fotografie, ritagli di tessuto e filati, erano tridimensionali, suggestivi, vivi. Ci voleva abilità nel disegno perché tutto era realizzato manualmente, figurini, modelli, look. Il lavoro dei modellisti per tradurre l’emozione in realtà era prezioso. Due collezioni all’anno.

Oggi tutto è cambiato: si arriva a disegnare quattro collezioni a stagione. La figura del modellista è quasi sparita, tutto è disegnato al computer e i dati trasmessi via rete in modo sterile. Lo stile timeless nel fashion non esiste più, l’oggi è solo per oggi, domani è già superato. Una proposta esagerata di prodotti tutti uguali, piatti, senz’anima.

L’era digitale ha sicuramente portato molta innovazione, ma c’è un considerevole rischio di perdere competenze, di accantonare l’identità aziendale e l’unicità dei brand.

Sino a qualche anno fa, per acquistare un prodotto l’unica opzione era recarsi in negozio, ora il mercato è diventato globale ed è possibile acquistare articoli provenienti dall’altra parte del mondo.

Il web marketing è diventato fondamentale per ogni tipo di azienda che voglia immettersi sul mercato, dalla più grande alla più piccola, ma bisogna evitare di farsi fagocitare dal digitale.

Molte aziende, focalizzate sulla riduzione dei costi, hanno eliminato molte figure professionali fondamentali nel mondo fashion. Questo ha impoverito il prodotto, appiattito e soprattutto uniformato le collezioni.

Chi emerge, chi spicca davvero è perché ha mantenuto l’identità e il lavoro di team, nonostante tutto.

La moda non è solo coprirsi con del tessuto: è conoscenza, è emozione, è arte. Una modalità di espressione che deve ritrovare una dimensione lenta e consapevole.