L’evoluzione del design, tra tecnologia, cultura e armonia: la creatività e l’interpretazione di Patricia Urquiola, architetto e designer, nell’incontro “Cassina: The Other Conversation” accolto da Modo+, a Verona.

Giovedì 10 Maggio Slow+Fashion+Design e Quiet Architecture Studio hanno incontrato Patricia Urquiola, Art Director di Cassina e icona internazionale del design.

L’opportunità è giunta grazie a Modo+, organizzatore del ciclo di incontri “The Other Conversation”.

“Il nostro obiettivo è quello di nutrire la cultura e la passione del design anche qui, a Verona e nel Veneto, per creare un ambiente di occasioni e di crescita. Un luogo dove professionisti  possano scambiare idee e ricevere sempre nuovi stimoli creativi”, racconta Corrado Venturini, Art director di Modo+ ed Eera, nonché coordinatore dell’evento.

 

Patricia Urquiola: tradizione e futuro

La prima serata è stata dedicata a Patricia Urquiola, professionista di origine spagnola, dalla spiccata ironia, creatività ed energia.

Assistente di Achille Castiglioni al politecnico di Milano negli anni ‘8o prima, ha lavorato subito dopo con Vico Magistretti, altro prestigioso designer e architetto di fama mondiale. Nel 2001 ha aperto uno studio a Milano, per poi diventare Art Director di Cassina nel 2015.

Una carriera unica, in cui ha collaborato con tutti i grandi nomi del design, oltre a vincere numerosi premi e riconoscimenti internazionali, esponendo in luoghi come il MoMA di New York, il V&A Museum di Londra e la Triennale di Milano.

Il suo pensiero si basa sugli opposti: il brutto deve diventare bello e il vecchio super-moderno, in un contesto cyborg. Racconta di come internet e la tecnologia stanno entrando sempre più naturalmente nel design e nella vita quotidiana.

“La dualità degli oggetti che vengono progettati è come la duplicità della nostra anima. Tutti abbiamo due anime: io, per esempio, sono spagnola ma anche italiana.

L’evoluzione degli oggetti li vede dotati di chip, di micro intelligenze, per essere più funzionali, al tempo stesso, ci sarà chi reagirà a tutto questo preferendo degli oggetti che si basano su un sistema di valori, costruttivi ed estetici, legati alla tradizione”.

Il principio è semplice: ascoltare tutti i lati di sé, mettendosi sempre in discussione, nutrendo così tanto il design, quanto la propria anima. In questo modo, si possono conciliare tradizione e futuro, artigianalità e novità.

 

Quiet Architecture

Passione, freschezza, colore, divertimento: così possiamo riassumere una parte consistente del lavoro di Patricia Urquiola.

Frizzante, comunicativa, empatica nell’esporre la propria idea di design.

Patricia ci ha trasferito passione per quello che sviluppa, dalla fase iniziale di progetto alla cura minuziosa del particolare, modus operandi imparato dai suoi maestri Achille Castiglioni e Vico Magistretti. Di quest’ultimo, in particolare ci ricorda l’emblematico insegnamento : “Non lasciare mai che le cuciture vengano scelte da altri”.

Nel suo informale racconto ci ha trasmesso emozioni di vita personale e professionale, frammenti di storia (non solo del design); la sua totale apertura verso il nuovo, in particolar modo se arricchito di contenuti tecnologici; lo stimolo a credere in quello che facciamo con l’orecchio teso verso il mondo che ci circonda, e il cuore aperto verso le esigenze le le aspettative del cliente; ma soprattutto la voglia di non perdere mai un sano pizzico di follia. 

Grazie Patricia Urquiola! 

Alberto Salvadori e Moris Valeri

 

Un ringraziamento speciale a Modo+

www.modopiu.it