SLOW+FASHION+DESIGN è una piattaforma che nasce dalla volontà di condividere uno stile di vita con coloro che credono nell’etica intellettuale, nella sostenibilità e nella bellezza.

Promuovere la filosofia slow non significa ispirarsi alla lentezza. Bensì, riallinearsi ai ritmi naturali del tempo, godere di ogni singolo istante e agire in modo consapevole.

SLOW+FASHION+DESIGN, nasce dall’esigenza personale di Silvia Müller e Alessandro Crosato, di mettersi in gioco, in modo concreto, con idee e progetti, raccontando esperienze di persone e aziende, che già condividono questa filosofia con successo.

Cos’è lo SLOW

Lo Slow è un movimento culturale spontaneo che si oppone agli effetti indesiderati della velocità a tutti i costi e del produttivismo speculativo e standardizzato. Si tratta di una vera e propria contro cultura, che lentamente cresce ogni giorno di più, ramificandosi e abbracciando sempre più settori.

Lo Slow è nato in Italia alla fine degli anni ’80, da un’idea di Carlo Petrini. Esperto di enogastronomia, che ha deciso di imporsi in modo fermo contro OGM e tutto il cibo spazzatura.

Slow Food è una associazione internazionale, non profit, impegnata a ridare valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie alla cultura e alle tradizioni locali.

Da allora né é stata fatta di strada e lo Slow si sta via via radicando in moltissimi settori, dalle città, al turismo, al design, alla medicina.

 

Fast Life

E’ ormai evidente a tutti, quanto lo stile di vita, delle società evolute, sia esasperato, talvolta fino al parossismo. Lo Slow è una proposta per riportare in equilibrio l’esigenza di produzione, economica e tecnologica, con i ritmi naturali dell’uomo, nel rispetto dello stesso e dell’intero ecosistema.

Del resto la confusione fra efficienza e frenesia aveva caratterizzato lo sviluppo economico, urbano e culturale del dopoguerra; “più veloci per produrre di più”.

In tal modo la qualità è stata considerata un valore secondario, a favore del prezzo, ottenendo a volte imbarazzanti risultati.

Ci stiamo avvicinando velocemente ad un punto di non ritorno.

Per fortuna, c’è sempre più gente pronta a cogliere il cambiamento, soprattutto i giovani che dimostrano grande entusiasmo ed un approccio responsabile e coscienzioso.

Non si può più nascondere, ad esempio, che il turismo mordi e fuggi impoverisce paesaggio e tradizioni, o che l’agricoltura sia una fabbrica a cielo aperto dove la natura è ormai irrilevante.

La fast life ha raggiunto livelli di saturazione tali da impedire ai suoi stessi promotori di trarne vantaggio.