“Ho una cena importante, un appuntamento importante, una riunione importante, un compleanno importante… Corriamo per arrivare primi, corriamo per scappare, corriamo per raggiungere obiettivi. Il tempo è denaro, il sole mangia le ore e chi si ferma è perduto!

Per anni ho vissuto in questo modo, poi ho capito una cosa: che stavo facendo il gioco di qualcun’altro!”

LA CONSAPEVOLEZZA

Alla base della possibilitá di scegliere il meglio per noi stessi, di fare la cosa giusta, di sentirsi realizzati c’è un unico presupposto fondamentale: la consapevolezza.

E la consapevolezza si raggiunge re-imparando a sentire e sentirci, cosa possibile solo fermandoci su noi stessi, andando piano, andando SLOW.

I problemi causati da un inadeguato ritmo di vita trovano spesso il colpevole nella societá che impone ritmi veloci. Ma per potersi sanare e guarire è necessario ammettere e accettare che questa è solo una veritá facile da sostenere.

Alla base di ogni problema espresso dal nostro corpo c’è quasi sempre un bisogno non compreso da noi stessi, o un tentativo inadeguato di esprimerlo.

Per il nostro ego i problemi si trovano e si risolvono fuori da noi, per la natura alla quale apparteniamo, invece, i problemi si trovano e si risolvono dentro.

 

SLOW E FAST

Nasciamo liberi e nostra è la responsabilitá di identificarci con l’ego o con la natura che ci appartiene! E non credo sia necessario essere degli esperti per capire che andare contro natura non sia una scelta vincente.

Peró si è una scelta piú veloce e meno faticosa, almeno all’inizio. Entrare nel gioco del Fast, del veloce è una questione di processi di attribuzione di importanza errati. Considerare tutto ció che è fuori da noi stessi importante porta automaticamente a dipendere dall’esterno e quindi a muoverci secondo regole diverse da quelle che ci appartengono naturalmente.

È altrettanto vero che, sin dai primi giorni della nostra vita riceviamo pressioni esterne che spingono in direzione dello sforzarsi, dello sbrigarsi, dell’adattarsi e del non essere mai abbastanza peró ad oggi abbiamo, tutto attorno a noi, un mare di risorse e possibilitá per recuperare la nostra originalitá.

 

ERIC BERN

Eric Bern, padre fondatore della Psicoterapia Analitico Transazionale diceva che ogni bambino nasce principe, e ogni bambina nasce principessa. Poi, nel corso della crescita, un “incantesimo”, spesso rappresentato da pressioni esterne, condizionamenti familiari e traumi li trasforma in ranocchi, e sotto questa forma rischiamo di passare tutta la nostra vita.

Il cambiamento, spesso rappresentato dalla psicoterapia, ma non solo, non consiste nel diventare qualcosa che non siamo mai stati, ovvero dei superman o degli illuminati bensí nel riconquistare le nostre sembianze originali.

Un processo in cui il “re-” fa da guida, re-cuperare, ri-conquiastare ri-tornare. La strada non è difficile da trovare in quanto è da lì che siamo venuti.

Per trovare questo cammino è necessario trasformarsi in ottimi cacciatori di orme, sviluppare l’ attenzione, imparare a toccare il fango sul quale siamo passati per capire da dove siamo venuti. Ê necessario addentrarsi in luoghi apparentemente nuovi aspettando che il nostro istinto ci indichi la direzione, dando fiducia alle nostre sensazioni, al nostro sentire.

L’ascolto è possibile solo quando facciamo silenzio, dentro e fuori di noi, quando decidiamo di rinunciare al tentativo di controllare gli eventi a favore dello sviluppo del nostro saperci stare in equilibrio.

 

L’INSEGNAMENTO DEL SURF

Nella pratica del surf ho appreso che non è possibile fermare un’onda che pesa dieci volte me e che ha una forza di spinta capace di rovesciare un’auto. Peró si ho imparato ad utilizzare la forza della sua risacca per poterci scivolare sotto e attraversarla.

Ho appreso che non decido io la sua dimensione né il momento in cui arriverá, peró si scelgo io quale onda prendere, il momento giusto per cominciare a remare e il timing corretto per alzarmi in piedi sulla tavola. Dopo di che è “solo” una questione di equilibrio, saper sfruttare la forza di spinta per poter disegnare armoniose scie nella sua parete interna.

Per quanto un’onda proceda perpendicolare alla spiaggia, quando ci si surfa dentro ci si muove in diagonale rispetto ad essa e questo significa fare molta piú strada di quanta se ne farebbe se ci facessimo solo trasportare passivamente da essa. E cosí a me sembra la vita: un fluire di eventi all’interno dei quali è possibile imparare a muoversi con consapevolezza e equilibrio, per arrivare il piú lontano possibile, godendo di tutto ció che di piú fantastico ci puó offrire.

Peró ricordate: il surf si apprende lentamente!

Hang Loose,

Michel Braca

 

Approfondimenti:
Fotografie realizzate da Hortensio Dias Claros

Terapia & Bioenergetica di Michel Braca”, pagina su FACEBOOK.

Il tesoro di tic tac“, il libro di Michel Braca disponibile su Amazon, sia in formato cartaceo che digitale per Kindle.

“FAST LIVING” e SLOW LIVING” prossimamente su slow+fashion+design.

Per ulteriori informazioni, potete inviare una email a michelbraca@gmail.com oppure potete contattarci direttamente,  SLOW+FASHION+DESIGN. 

 

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