Oggi si parla sempre più spesso di riciclo.

Una volta il riciclo era la norma in casa di tutti, si applicava a tutto in modo naturale.

I vestiti passavano dai fratelli più grandi a i più piccoli, i cappotti e le giacche sgualciti, venivano scuciti, girati, ricuciti e avevano nuova vita.

I libri passavano di mano in mano come oggetti preziosi. Le macchine e gli utensili si aggiustavano.

Pure il cibo si riciclava, con gli avanzi è un po’ di fantasia … non si buttava nulla. Ed era veramente la normalità, senza la percezione di povertà o miseria.

Significati di Ri-ciclo

Oggi parlare di riciclo ha una valenza diversa, la prima reazione alla parola va al riutilizzo.

Per fare riciclo innanzitutto ci vuole intuizione, bisogna disfare, disassemblare, riportare agli elementi iniziali ed infine reinventare.

In realtà, il riciclo, ha diverse valenze, una industriale, soprattutto legata a rifiuti urbani e aziendali e fortunatamente sono molte le aziende che sposano progetti di riciclo con risultati importanti.

Un’altra, fatta di lavoretti, spesso molto kitsch, solo raramente sfociano in vera e propria arte.

Un’altra ancora è il recupero architettonico, urbano e territoriale, dove molto bisognerebbe fare, e non sono certo le idee ed i progetti a mancare.

Noi di Slow+fashion+design

Noi di Slow+fashion+design, amiamo pensare al riciclo con un concetto diverso.

Riciclo come nuovo ciclo, una nuova possibilità di vita. Tutto può essere modernizzato, adeguato, rivitalizzato. Anzi, tutto deve, esserlo. Fa parte della nostra evoluzione.

Purtroppo i modelli economici del fast, ci spingono alla”innovazione” e non a “rinnovare“.

In moltissimi campi, vi sono molteplici proposte che sfruttano le nuove tecnologie, purtroppo spesso sono rivolte a nuove produzioni e non utilizzano ciò che già esiste e che inevitabilmente diventa uno scarto.

È bello quando l’architettura, invece di costruire restaura, converte e ridona dignità ad aree degradate.

La nostra visione di riciclo, senza escludere tutte le altre possibilità, è focalizzata al nuovo ciclo umano.

In un momento dove il malcontento dilaga, bisogna trovare nuove soluzioni utilizzando ciò che abbiamo.

Che sia un mobile, una casa, una passione, un’abilità, una relazione personale, la soluzione potrebbe essere riciclarsi, dedicarsi ad un nuovo ciclo.

Nel periodo di crisi economica che stiamo vivendo, ciò che auspichiamo è che più persone, possano riciclarsi.

Con consapevolezza, etica e qualità, che sono punti cardine per una evoluzione personale e comunitaria.

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