Il nuovo articolo di Francesco Chiavacci Lago, L’Amarone di Monte dei Ragni, un vino autoctono SLOW.


La Terra ti parla. Parla tantissimo ma noi abbiamo smesso di ascoltarla.”

Zeno Zignoli è un vignaiolo, un contadino, un filosofo, uno storico, forse un poeta.

Sicuramente una persona speciale.

 

Zeno del Monte dei Ragni

Una domenica di qualche anno fa eravamo a pranzo in un’ osteria della Valpolicella. Chiediamo chi produca l’ Amarone migliore. Ci rispondono: Zeno del Monte dei Ragni.

Ci addentriamo in una vecchia stradina fra due muri di sasso che porta all’azienda, in località Marega, una storica contrada datata 1450.

Zeno ci accoglie con il sorriso come fossimo dei vecchi amici. Ci porta nella splendida saletta di degustazione e ci parla dei suoi vini come fossero dei figli.

Ci racconta storie di vigna, di occupazione romane, francesi e austriache, e di come ogni vignaiolo, anzi ogni essere umano, dovrebbe trattare la Madre Terra.

Per migliaia di anni l’ uomo ha cercato di capire come arricchire la terra che coltivava. Quando tu pratichi un’ agricoltura che impoverisce la Terra tu non sei più un contadino. Sei solo un imprenditore.

Lo ascoltiamo rapiti per due ore assaggiando i suoi vini straordinari. Ad un certo punto un bambino viene a chiamarlo.

Scopriamo che è il giorno del suo compleanno e la famiglia giustamente lo reclama. Cerchiamo di acquistare più vino possibile ma abbiamo quasi la sensazione di sottrargli qualcosa di caro.

Qualcosa che è frutto di sacrifici e passione. Lui prima di vendere il suo vino, studia il cliente. Ha quasi paura che chi acquista il suo vino non sia in grado di capirlo a fondo.

Preferisco avere cento persone che comprano una bottiglia piuttosto che una che me ne compra cento.”

 

Rispetto e biodiversità 

Zeno lavora 6 ettari di terreno di cui solo poco più di 2 sono piantati a vite. In vigna usa un cavallo, il diserbo è rigorosamente meccanico. Sfrutta la biodiversità e rifiuta qualsiasi intervento chimico.

Se tu rispetti la Terra, Lei ti dà da mangiare. Anche se non produco una bottiglia di vino avrò sempre da vivere grazie agli animali, gli ortaggi e gli alberi di frutta sparsi in mazzo ai filari.

La vigna vanno accudita, è un essere vivente che ha bisogno di essere educata e non costretta. Ognuna ha un suo carattere, una sua propensione alla foglia o al frutto. Io devo conoscere una ad una le mie vigne”.

Le sue vigne hanno rese bassissime perché dalla vigna devono provenire solo uve sane. Se le uve non sono all’altezza, non si ricorre ad artifizi di cantina.

Si rinuncia a fare il vino, come nell’ annata 2014 in cui non è stato prodotto Amarone.

I vini di Zeno invecchiano senza fretta e quando vengono aperti lui ti chiede di dargli il tempo di risvegliarsi piano, senza traumi, come faresti con una persona amata.

L’ assaggio lascia senza parole. Capisci immediatamente di bere qualcosa di diverso dal solito. Qualcosa di raro e straordinario.

Luigi Veronelli diceva che “Il vino è il canto della terra verso il cielo”.

In questo angolo di Veneto, la terra canta ogni giorno e ringrazia chi sa ascoltarla.

Noi ringraziamo Zeno e ci auguriamo che molti seguano il suo esempio.

 

Ringraziamo Monte dei Ragni e sopratutto Zeno Zignoli.

 

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