Meraviglioso BAMBÚ un perfetto esempio di slow living.

Tutti conoscono il BAMBÚ, ma forse non tutti sanno della meravigliosa versatilità di questa pianta.

È molto diffuso nelle zone tropicali e subtropicali della terra, dove nasce spontaneamente, ma si adatta bene un po’ ovunque.

Per i cinesi è simbolo di lunga vita, in India, di amicizia, nelle isole Hawaii, ha un accezione religiosa. In Giappone i monasteri scintoisti sono, quasi sempre, circondati da foreste di bambù, barriere sacre contro il male.

In molti paesi è considerato una pianta sacra. Un po’ lo è, ha una forza vitale, che nessun’altra pianta possiede, è veloce nella crescita, si utilizzano tutte le sue parti, riduce l’inquinamento dell’aria, è curativa e spicca per bellezza.

LE CARATTERISTICHE DEL BAMBÚ

La coltivazione, non necessita di particolari cure, tantomeno di pesticidi.

Il bambù si è meritato l’epiteto di “acciaio vegetale”, grazie alla straordinaria resistenza meccanica, sollecitato sia a compressione che a trazione.

Il fusto, ha un legno cavo, leggero, resistente e molto flessibile, per questo viene impiegato da secoli per gli usi più diversi.

I germogli sono stati utilizzati come alimento, sia umano, che per i panda che ne sono ghiotti. Sempre dalle foglie si ottengono particolari bevande alcoliche e le canne sono utilizzate, in Cina, per la fermentazione del vino.

LA STORIA DEL BAMBÚ

Marco Polo nel Milione, racconta, come nel 1200, veniva lavorato per ottenere delle robuste corde.

Utilizzate per tirare in secca le navi e per la costruzione di ponti sospesi, il più longevo dei quali, ha collegato fino al 2008 le sponde del fiume Min.

Sempre nel paese estremo orientale, i tronchi, sono stati usati per costruire tubazioni per l’irrigazione dei campi di riso e per il trasporto e la distribuzione del gas naturale dai giacimenti, fino ai villaggi.

Diverse applicazioni, trovano sbocco nella creazione di armi, trappole, molto utilizzate dai Viet Cong durante la guerra, vele per imbarcazioni e per gli appassionati, di pesca con la mosca, le tradizionali canne, anche se la fibra di carbonio né ha notevolmente aumentato le prestazioni.

LA SUA VERSATILITÀ E LO SLOWLIVING

Attraverso particolari lavorazioni, si  ottengono, carta, tessuti, utensili domestici, impalcature, farmaci e filtri per aria e acqua. Particolarmente belle sono le biciclette con telaio in bambù e giunzioni in fibra di carbonio, un esempio perfetto di slow living e design.

Ma anche strumenti musicali, come flauti shakuachi o didgeridoo, e archi giapponesi per la  disciplina del Keudo. In ambito artistico, l’afghano Massoud Hassani, ha utilizzato il bambù per realizzare l’opera Mine Kafon, esposta al Moma di New York.

L’ispirazione dell’opera venne all’artista pensando ai piccoli oggetti che costruiva a Kabul da bambino.

Capitava irrimediabilmente che il vento trasportasse questi giocattoli. Tornato molto tempo dopo nel suo luogo di origine, gli venne in mente di costruire versioni più grandi di quei giochi, in modo da utilizzarli per sminare, in modo sicuro ed economico le zone minate.

L’opera è una reinterpretazione artistica di questa soluzione.

IL TESSILE

Tra le lavorazioni del BAMBÚ, interessantissima è la filatura da cui si ottiene un ottimo tessuto. Più resistente di canapa e cotone, possiede proprietà anti-microbiche e contribuisce a mantenere la temperatura corporea ad un giusto livello.

Il bambù è una pianta che sposa meravigliosamente lo slow living che promuoviamo.

 

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